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Istituto Comprensivo Cuneo Corso Soleri
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mercoledì 22 marzo, 2017
La 2C DI "VIA MAZZINI" INTERVISTA I CAMPIONI INTERNAZIONALI DI TENNIS IN CARROZZINA
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TORNANO A CUNEO I CAMPIONI INTERNAZIONALI

DI TENNIS IN CARROZZINA

 

 

Il gioco del tennis richiede impegno, concentrazione, allenamento costante e una grande passione.

 

Non bastano se, per disputare e vincere una partita, si è “diversamente atleti”: in questo caso occorrono il triplo della forza di volontà e una voglia di riscatto non misurabili.

Se ne sono accorti subito i ragazzi di una classe della Scuola Secondaria di I grado di via Mazzini che giovedì 16 marzo hanno potuto incontrare, insieme ai loro insegnanti, alcuni di questi atleti e conoscerne la storia.

 

La prima a concedersi alle domande è stata Marianna Lauro, classe 1979, originaria di Sassari.  Racconta come è nata la sua passione per il tennis, cominciata nella sua “vita in piedi” a soli 13 anni e trasformatasi, dopo l'incidente stradale che a 20 anni l'ha costretta in carrozzina, in una promettente carriera. Dopo un inizio difficile, segnato dal rifiuto di tornare a fare sport, diventa campionessa italiana dal 2004 al 2014, partecipa alle Paralimpiadi di Pechino 2008, di Londra 2012 e di Rio 2016, ma mantiene davanti ai ragazzi un'umiltà toccante. Chiede di fare domande e di superare l'imbarazzo che inevitabilmente accompagna i primi contatti con questo mondo;  spiega che cosa significa vincere e racconta che la vittoria è il frutto di una preparazione che si costruisce giorno dopo giorno e con una dedizione costante. Ricorda con commozione il momento che ha preceduto la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Rio, l'orgoglio e l'onore di rappresentare l'Italia. La sua soddisfazione più grande è presente in ogni partita: è la voglia di impegnarsi. Partecipare ai tornei è anche un'occasione, per lei come per tutti i giocatori suoi colleghi, di conoscere persone nuove, condividere esperienze sportive ma anche quelle della vita quotidiana e delle sue piccole sfide.

 

Sette anni fa, invece, è iniziata la carriera tennistica di Silvia Morotti, bergamasca, che si concede più timidamente alle domande dei ragazzi. Si sente piccola rispetto ai “giganti” del tennis che la circondano, ma nonostante ciò continua a coltivare la sua passione per lo sport, ispirandosi alle sorelle Williams, certa che la costanza sia la qualità maggiore che ogni tennista dovrebbe avere.

 

Luca Spano, appena vede i piccoli giornalisti all'opera, si precipita sorridendo verso di loro, a braccia aperte. La sua simpatia e la sua voglia di vivere sono travolgenti...come ci racconta suo papà, che non si perde un torneo, “è nato allegro”. Originario di Borgomanero (Novara), comincia a giocare a tennis in carrozzina a 22 anni, dopo un terribile incidente che gli ha causato una lesione spinale e ha interrotto la sua promettente carriera di calciatore. Racconta che per cominciare uno sport non c'è un'età, ma in realtà non c'è un'età per niente: è un ottimista e sa cogliere in ogni esperienza, anche nella più difficile, un'opportunità. Non basta la tecnica, per vincere, ma ci vogliono concentrazione, allenamento e, prima di ogni cosa, umiltà. Lo sport non è che una parte della sua vita, che Luca descrive come bella, felice e piena di gioia ed è sorridendo che esorta i giovani che ha davanti a fare sport e a ripartire sempre, davanti a qualsiasi difficoltà.

Come i veri innamorati, parla del tennis facendone poesia e raccontando le imprese tennistiche del suo idolo giapponese, che “balla quando gioca”. Per un soffio non è riuscito a qualificarsi per partecipare alle Paralimpiadi di Rio e spera di non fallire l'appuntamento di Tokyo 2020...sa che tutto è possibile.

 

Ha la calma dei veri campioni Fabian Mazzei, 43 anni, vincitore di 75 titoli internazionali, 53 italiani e atleta della Nazionale in ben 5 Paralimpiadi. Non è il suo invidiabile medagliere ad attrarre i ragazzi, ma la sua personalità intensa: li scruta uno a uno, fa domande, li incalza, ironico. Saranno le sue origini bolognesi, sarà la lunga esperienza, ma pare più interessato a incontrare gli altri che a giocare. Pratica il tennis a livello agonistico da quando, a 21 anni, un incidente sugli sci gli cambia la vita. Confessa di voler terminare presto la sua carriera, stufo ormai di vivere con la valigia in mano, e soprattutto di volersi dedicare all'insegnamento, negli ospedali, accanto ai giovani che, come è successo a lui, stanno cominciando ad accettare la diversità di un'esistenza in carrozzina. Parla di sogni senza imbarazzo, si raccomanda con ognuno di inseguire le proprie passioni, staccandosi dagli schermi dei cellulari: il mondo è reale e, anche se si è tristi, bisogna “fare delle cose”. Anche grazie alla sua capacità di catturare l'attenzione dei giovani con un talento naturale il suo messaggio risuona forte ed è molto chiaro: rifiutare ogni forma di prepotenza e bullismo e vivere nel rispetto di sé e degli altri.

 

Cuneo, per pochi giorni centro internazionale del torneo “Alpi del mare” per volere dell'Associazione P.A.S.S.O. e del suo Presidente, Remo Merlo, è diventata in questi giorni “maggiorenne” nel tennis in carrozzina: l'edizione di quest'anno è infatti la diciottesima. “Accogliente”, “fredda”, “romantica”, “montagnosa” secondo le definizioni degli atleti, la nostra città continua a fare suo il messaggio di queste persone speciali: attraverso lo sport si può rinascere.

I ragazzi della Scuola Secondaria di I grado di via Mazzini di sicuro non lo scorderanno.